9. Essere Switch

Essere switch significa incarnare, nel medesimo corpo e nella stessa mente, la capacità di abitare entrambi i poli del potere erotico: la dominazione e la sottomissione.
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I tre principali ruoli nel BDSM sono dominante, sottomessa e switch. Nei rispettivi capitoli abbiamo visto le numerose varianti dei ruoli dominanti e sottomessi; vediamo ora la figura della switch.

Essere switch significa incarnare, nel medesimo corpo e nella stessa mente, la capacità di abitare entrambi i poli del potere erotico: la dominazione e la sottomissione.

È una dimensione che accoglie la complessità delle pulsioni. Chi si riconosce come switch non si limita a cambiare ruolo in modo strategico o superficiale, ma esplora con autenticità i diversi sapori del potere: la vertigine di esercitarlo e l’abbandono del cederlo.

Come riportato in Switch It Up: A Qualitative Analysis of BDSM Switches (2025): «La switch rompe la grammatica rigida del potere: mostra che dominio e sottomissione possono abitare la stessa persona».

La switch è l’alchimista del kink: trasforma il rame della curiosità nel metallo nobile della consapevolezza. Sperimenta come la stessa pratica, una legatura, un ordine, un colpo di frusta, possa generare emozioni opposte a seconda della posizione che occupa.

È un’identità relazionale e dinamica: non definisce soltanto ciò che si fa, ma anche il punto dal quale lo si fa e la consapevolezza emotiva con cui lo si vive.

Chi è switch non è una persona “indecisa” o “meno autentica” rispetto a una dominante o a una sottomessa “pura”.

Nel vissuto di una switch possono emergere infinite sfumature: il desiderio di assumere ruoli diversi in sessioni differenti, la voglia di cambiare posizione anche all’interno dello stesso rapporto oppure la preferenza per un ruolo dominante con una persona e per uno sottomesso con un’altra. Ogni configurazione è legittima.

Essere switch significa spesso vivere un percorso di scoperta personale che porta anche a scontrarsi con stereotipi e resistenze “integraliste”.

Nel kink, le switch sono ponti. Favoriscono la comprensione reciproca, mostrano che l’eros non è lineare e ricordano che la libertà autentica consiste anche nel permettersi di provare un’emozione e, insieme, il suo opposto.

Foto © Roberta Polimanti