3. Il Piacere della Sottomissione

3. Il Piacere della Sottomissione

La sottomissione nel kink e nel BDSM non è perdita di controllo, ma una scelta consapevole basata su fiducia, consenso e dinamiche di potere condivise.
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“Il Piacere mi ha insegnato
A venerare ciò che mi ferisce”
Charles Baudelaire, I Fiori del Male

Nel BDSM la sottomissione non si subisce ma si sceglie. E quella scelta è una forma luminosa di libertà.
Solo chi è forte può cedere davvero.
Perché saper cedere significa molte cose.
Riconoscere i propri desideri senza vergogna.
Trovare piacere nella vulnerabilità.
La sottomissione è una danza psicologica ed emotiva, un gioco di perdita del controllo volontario, di servizio e guida reciproca.
La sottomissione è ascolto profondo. Chi domina guida, ma chi si sottomette crea la danza. Qui si impara ad ascoltare con la pelle, con le ginocchia, nel silenzio, sperimentando il potere nascosto del lasciarsi andare completamente.

Chi si sottomette non diventa vuota passività.
Diventa radice nel sentire.

 

Il Potere della Resa

Viviamo in un mondo che ci impone di essere forti, indipendenti, vincenti. Ma quante volte desideriamo solo abbandonarci completamente?

Nella sottomissione c’è una pace rara: non è paura di scegliere, è libertà di non doverlo fare.

Il dolore diventa portale per sensazioni più intense, l’umiliazione consensuale diventa liberazione erotica e il subspace uno stato mentale unico, in cui il corpo si arrende, la mente rilascia endorfine e il tempo rallenta fino a fermarsi.

La fotografa Alina Oswald ha documentato come il piacere sessuale e la tortura erotica producano espressioni del volto indistinguibili tra loro: sudore, rossore, respiro affannato. Questa somiglianza evidenzia la potente fusione di dolore e piacere nel gioco kinky.

 

In un’epoca frenetica e superficiale, il BDSM insegna l’arte della costruzione del desiderio.

L’autodisciplina nel trattenere l’istinto immediato è parte essenziale del gioco sadomasochista, un ribaltamento della gerarchia naturale degli appetiti, in cui il desiderio erotico prevale temporaneamente su quello di sopravvivenza, creando un nuovo spazio di potere e libertà personale.

Come dice GG Niri in Giochi di Dolore:
“Noi masochistə occupiamo un posto che la società ci insegna a rifuggire: ci sediamo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti sono occupati. E, sedendoci da questo lato, stiamo dando il segnale più forte che possiamo, un segnale urlato: noi, il vostro gioco, non lo vogliamo giocare. Vogliamo perdere. Vogliamo sottrarci alle vostre logiche competitive, allo scontro di potere, alla scalata. È questa, l’arte queer del fallimento”.

 

Il Piacere Mentale della Sottomissione.

Il cervello umano è un organo straordinario che risponde al dolore, alla sottomissione e all’umiliazione in modi che, se sei predisposta, possono generare piacere ed euforia. Le endorfine sono sostanze chimiche rilasciate dal cervello in risposta a forti stimoli fisici o emotivi. Funzionano come oppiacei naturali e generano una sensazione di benessere e riduzione del dolore. Questo meccanismo è molto simile a ciò che accade alle atlete che sperimentano il cosiddetto runner’s high (euforia da corsa).

Le endorfine generano un high che è davvero uno stato alterato di coscienza e possono cambiare il modo in cui percepiamo il dolore, rendendolo un effetto assai appagante.

Durante l’esperienza della sottomissione, il cervello rilascia dopamina, il neurotrasmettitore associato al piacere e alla ricompensa. Essere dominate può attivare le stesse aree cerebrali che si accendono quando si riceve una ricompensa desiderata, creando una forte associazione positiva con la sottomissione. Molte sottomesse vivono (eroticamente) per la punizione e la ricompensa. È ciò che dà loro un senso di scopo e ordine nella relazione.

Uno dei linguaggi più potenti del kink è quello dell’umiliazione erotica. Esmé Louise James, in Kinky History, afferma “Essere umiliati non è un abuso se chi ti usa ti vede. Se sei un oggetto sacro nelle sue mani”. Vediamo alcuni esempi di giochi di umiliazione consensuale.

Parole degradanti, dette in un contesto di gioco. Ordini imbarazzanti (inginocchiarsi, implorare dichiarare frasi erotiche, autoinsultarsi). Situazioni che evocano imbarazzo, esposizione anche pubblica, sottomissione profonda. Ma tutto è negoziato, desiderato, costruito con cura. L’umiliazione può essere estasi. Può far evaporare il peso dell’ego, darti l’effetto liberatorio di essere solo corpo e offerta.

La chiave non è certo il cercare disprezzo ma la fiducia nel mostrare la propria nudità emotiva.

 

Il Piacere Fisico della Sottomissione.

Il senso di vulnerabilità e il piacere della resa. La sensazione fisica di essere trattenute (con corde, manette o altri strumenti di costrizione) può essere estremamente erotica. Il corpo interpreta la limitazione del movimento come un segnale di resa totale, il che può scatenare una potente eccitazione sessuale. Inoltre, l’essere immobilizzate o legate dà un senso di vulnerabilità e di impossibilità di fare e di agire che, paradossalmente, può far sentire incredibilmente rilassate e al sicuro.

Il dolore viene normalmente interpretato come qualcosa di negativo, ma in un contesto BDSM, il cervello può reinterpretarlo come una forma di stimolazione intensa. Questo avviene grazie alle endorfine e alla modulazione dei segnali nervosi. Lo spazio protetto e l’eccitazione, aiutano a vivere il dolore come un’esperienza di piacere intenso.

In un ambiente sicuro e controllato, le sensazioni intense possono diventare profondamente eccitanti e l’eccitazione sessuale amplifica la tolleranza al dolore. Sensazioni che normalmente sarebbero fastidiose, come morsi, graffi o colpi, diventano improvvisamente piacevoli ed eccitanti (vedi anche le classiche sculacciate “vanilla”).

Tutto questo, però, lo vedremo meglio nel capitolo Il Piacere nel Dolore. Nel quotidiano siamo costantemente sottoposte a pressioni e responsabilità; la sottomissione offre un momento in cui non è necessario prendere decisioni e neanche pensare. Questo stato di abbandono può essere paragonato agli effetti chimico-fisici della meditazione o del flusso ipnotico. Lasciarsi andare alla volontà di un’altra persona permette di spegnere la mente e concentrarsi solo sulle sensazioni corporee. Il cervello entra in uno stato di calma profonda chiamato subspace.

Il subspace è uno stato mentale alterato che alcune sottomesse raggiungono durante scene intense. È spesso descritto come una trance euforica, in cui il dolore o la sottomissione non vengono più percepiti come negativi, ma come esperienze di puro piacere. Il subspace è come un viaggio psichedelico naturale. È uno stato di beatitudine, vulnerabilità e unione totale con il momento presente.

 

Il Piacere Emotivo della Sottomissione.

L’emozione del gioco BDSM non deriva solo dal dolore, ma dalla reazione psicologica e fisiologica alla minaccia percepita. Il cervello non distingue completamente tra un pericolo reale e un pericolo simulato: la risposta fisiologica è simile, e questo aumenta l’intensità dell’esperienza.

E tutto questo può generare orgasmi psichici, senza alcun tocco fisico.

Un’ottima punizione per una sottomessa non è necessariamente dolorosa. Negare il piacere può essere una forma potente di controllo.

E poi c’è il desiderio di compiacere la Dominante. Molte sottomesse provano piacere nell’essere apprezzate e accettate dalla loro Dominante. Sentire di aver soddisfatto la partner può essere una fonte di gratificazione emotiva profonda. Sapere di aver obbedito perfettamente agli ordini, di aver dato piacere alla propria Padrona, può essere persino più appagante del proprio stesso piacere fisico.

Perché il cervello brama questo tipo di piacere?

Perché a volte la vergogna erotizzata è liberazione. Il riconoscere i propri “tabù” porta guarigione. Il gioco con il degrado può trasformarsi in desiderio catartico.

Nella sottomissione molte trovano una via per guardare la parte più vulnerabile di sé e riderci sopra, goderne, interiorizzarla con eleganza.

 

Foto in evidenza © Daniele Di Egidio
Foto © Roberta Polimanti