8. Stili di Sottomissione (Choose your Character…)

8. Stili di Sottomissione (Choose your Character…)

Ogni viaggiatrice che varca la soglia di queste terre scopre, prima o poi, la propria forma di cedere il controllo. E la trasforma in arte, in rito, in alleanza.
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Ritualista o Sacred Sub. C’è chi ama obbedire con rigore, trasformando i comandi ricevuti in atti rituali, quasi liturgici. La precisione diventa piacere, la routine diventa consacrazione. La variante Sacred Sub è propria di chi vive la sottomissione come una forma spirituale, una preghiera erotica e una via ascetica verso il piacere e l’estasi.

Masochista. È una persona che prova piacere nel ricevere dolore, intensità o pressione fisica ed emotiva consensuale. Si può essere masochiste anche senza desiderare una cornice di obbedienza o sottomissione.

Dolce allieva o disciplinata. C’è chi si lascia plasmare dolcemente, cercando nella dominante una guida, una mano gentile che sappia accogliere, educare, proteggere e far evolvere.

La variante disciplinata, molto più rigorosa e severa, trova invece gioia nella disciplina strutturata, nei protocolli e nell’addestramento progressivo, in un percorso nel quale ogni gesto ha un senso e ogni errore diventa una lezione.

Brat. C’è chi si nutre di un sottile gioco di provocazioni e ribellioni controllate, nel quale la sottomissione nasce soltanto dopo la conquista. La brat è una sub provocatoria, dispettosa e sfidante, che ama mettere alla prova la dominante. Non è una sub disobbediente per caso: la sfida stessa fa parte del gioco.

Silent Servant. C’è chi si riconosce nel servizio silenzioso, nella devozione muta, nel cedere il proprio tempo e il proprio corpo come un dono quotidiano, senza chiedere nulla in cambio.

Degradee. C’è chi ama giocare consensualmente con l’umiliazione, lasciando che la vergogna diventi eccitazione e che la parola o l’atto degradante si trasformino nello specchio di un desiderio profondo.

La degradee ama ricevere forme di degradazione erotica attraverso insulti, umiliazioni o abbassamenti simbolici. Non tutte le sub amano la degradazione: per alcune è un elemento centrale, per altre rappresenta un limite assoluto.

Trainee. C’è chi desidera essere addestrata gradualmente, attraverso un percorso fatto di prove, premi, disciplina e ascolto.

Oggetto o Human Furniture. C’è chi adora essere oggettificata e diventare una cosa, un mobile, uno strumento, un elemento d’arredo, un supporto o una presenza puramente “funzionale”. Significa spogliarsi simbolicamente dell’io per incarnare la funzione scelta dalla dominante.

Pet: Puppy, Kitten o Pony. È una persona che interpreta un ruolo animale in modo erotico, affettivo, ludico, rituale o legato alla sottomissione.

Non si tratta necessariamente di una forma di umiliazione: spesso è gioco, libertà, regressione simbolica, cura o appartenenza. C’è chi trova la propria verità nel pet play, abbandonandosi con gioia a uno stato animale e istintuale, nel quale il linguaggio è fatto di suoni, posture e bisogni immediati.

Little. È una persona che, all’interno di una dinamica adulta e consensuale, assume un ruolo più piccolo, tenero, vulnerabile o bisognoso di cura. Questa figura è spesso collegata alla Caregiver Dom, ma non coincide automaticamente con dinamiche sessuali.

Adoratrice. È una persona che prova piacere nel venerare il corpo, gli oggetti, i piedi, le scarpe, la voce o la presenza della dominante. È una forma di sottomissione fortemente legata al feticismo e alla devozione simbolica.

Casual Sub. C’è chi cerca un gioco di sottomissione occasionale, simile a una danza estemporanea: intensa e breve, ma sempre autentica.

Natural Sub. C’è chi vive la sottomissione come un’identità stabile, profonda e radicata nella propria psicologia. Non è soltanto una pratica o una forma di gioco, ma anche un tratto della personalità e del proprio modo di vivere il desiderio.

Bunny o Rope Bottom. È una persona che ama essere legata con le corde. Può vivere la corda come abbandono, esperienza estetica, fiducia, immobilità, meditazione, eccitazione o sfida fisica.

Una rope bottom non è necessariamente sottomessa alla persona che la lega, chiamata rigger, soprattutto quando nella pratica è assente una cornice di gioco di potere.

Differenze fondamentali tra Sub, Bottom e Slave

La differenza tra sub, abbreviazione di submissive, e slave è che il termine sub indica una tendenza erotica e un ruolo generale, mentre slave identifica una forma di sottomissione più strutturata, spesso legata al simbolico “appartenere” a una Mistress o a un Master.

Una sub può sottomettersi durante una scena o soltanto in alcuni momenti. Una slave tende invece a vivere la sottomissione come un ruolo più definito, articolato e continuativo, radicato nel proprio desiderio erotico personale.

È molto importante distinguere la sub dalla bottom.

La bottom è semplicemente la persona che riceve materialmente l’azione BDSM: viene legata, frustata, immobilizzata, stimolata o guidata fisicamente da una persona Top.

Una bottom, però, non è necessariamente una sub. Può ricevere una pratica senza vivere alcun gioco di potere e senza che siano presenti obbedienza, sottomissione o autorità simbolica.

In sostanza, tutte le slave sono sub, ma non tutte le sub sono slave. Allo stesso modo, una bottom può essere sub, ma non lo è necessariamente.

 

Dominanti da evitare

Princess Kali, in Enough to Make You Blush, chiarisce il cuore etico della dominazione: «Non esiste dominazione vera senza empatia. Chi domina senza ascoltare è solo un bullo».

Ribadisco che in questa parte si parla di dominanti al femminile semplicemente perché, in tutto il presente volume, utilizzo il femminile sovraesteso. Queste forme di tossicità, naturalmente, sono ampiamente presenti anche tra Master e “Masteroni”.

La manipolatrice emotiva. Appare carismatica e affascinante, ma in realtà è manipolatrice e priva di empatia. Utilizza il BDSM per esercitare una forma di controllo tossico, che punta a creare il vuoto intorno alla propria slave e a isolarla attraverso possessività, ira e pressioni psicologiche. Sfrutta le insicurezze della partner e ricorre a tattiche manipolative, facendola sentire in colpa, inadeguata o sempre mancante, per conservare il potere all’interno della relazione.

L’improvvisata. Si autodefinisce Mistress, Master, Lord o Signora senza possedere una reale comprensione delle pratiche BDSM. Sostiene di sapere già tutto e ignora le regole fondamentali della sicurezza e del consenso, mettendo a rischio il benessere fisico ed emotivo della partner. Può mostrare forme pericolose di sadismo mentale o fisico, mascherandole dietro frasi come «Io gioco a modo mio». Chi crede di sapere tutto, chi non ha mai dubbi e non sente la necessità di approfondire è pericolosa. La vera autorità si fonda anche su una continua umiltà.

La prepotente. Confonde la dominazione con la prevaricazione. Utilizza il proprio ruolo per sottomettere e umiliare, spesso oltre i limiti concordati. Non rispetta le regole del gioco e può assumere comportamenti abusivi. In molte persone dominanti, ahimè, il BDSM diventa soltanto una scusa per sfogare frustrazioni, rabbia e rifiuti vissuti in passato.

L’egocentrica. Io, io, io. Io ho fatto. Io sono stata. Solo io. Parla continuamente di sé e si autoincensa. È concentrata esclusivamente sulle proprie pretese e necessità, ignorando completamente quelle della partner. È una narcisista che utilizza la scusa del BDSM per alimentare il proprio egocentrismo. Non ti conosce e, soprattutto, non vuole conoscerti davvero.

La seduttrice seriale. Utilizza il fascino e la seduzione per attirare nuove partner, ma è incapace di costruire relazioni sane e rispettose. Spesso è coinvolta in più relazioni contemporaneamente, senza trasparenza né consenso. Gode della conquista, ma, una volta ottenuta la preda, non le importa più nulla e la abbandona.

La salvatrice. Si presenta come colei che può “salvare” o “guarire” la partner attraverso il BDSM. Questa dinamica crea una dipendenza malsana e mina l’autonomia dell’altra persona. Ribadiamolo: il BDSM non può sostituire la psicoterapia.

La guru. Si considera un’autorità indiscutibile nel mondo BDSM. Non accetta critiche o feedback e impone le proprie convinzioni senza prendere in considerazione le esigenze, i desideri e i limiti della partner.

La dominante fantasma. Scompare senza spiegazioni dopo aver instaurato una connessione emotiva o sessuale. Questa instabilità può provocare sofferenza, insicurezza e una profonda disorientazione nella partner.

Consigli su come scegliere la giusta persona dominante

Anton Fulmen, in The Heart of Dominance, sintetizza l’etica del comando: «Essere dominante non vuol dire avere il controllo. Vuol dire meritarselo».

Fai attenzione a chi dice: «Fidati, so cosa faccio». Una dominante matura ti mostra, ti spiega e dialoga con te. Chi ti chiede di affidarti completamente e a occhi chiusi sta cercando una resa sbrigativa, non una sottomissione consapevole.

Fai domande sulla sua esperienza reale e concreta. Chiedile da quanto tempo pratica, con quante persone e in quali contesti: eventi, play party, sessioni occasionali o relazioni stabili. Chi improvvisa si riconosce spesso perché fa discorsi generici, privi di dettagli concreti. Frasi come «Ho avuto una slave in passato» oppure «Sono stata a un play party» non chiariscono quasi nulla.

Valuta la sua capacità di ascolto. Una buona dominante è, prima di tutto, un’eccellente ascoltatrice. Se ti interrompe, minimizza quello che dici o non ti pone alcuna domanda, non è pronta per essere una Mistress.

Osserva come reagisce ai tuoi “no”. Se si offende, si risente o cerca di farti cambiare idea, non si sta comportando da dominante consapevole. Il rispetto del tuo “no” è il primo segnale di maturità.

Fai attenzione ai profili che ostentano troppo. Chi si presenta con nomi altisonanti, fotografie aggressive e slogan da cattiva dei fumetti può nascondere una povertà interiore e una scarsa conoscenza delle pratiche reali. Naturalmente, l’estetica teatrale può essere parte del gioco: il problema nasce quando dietro l’immagine non esistono competenza, ascolto e sostanza.

Chiedi quali libri ha letto. Una dominante seria ha letto, studiato e approfondito. Chiedile esplicitamente se conosce testi fondamentali, siti d’informazione, blog, podcast o workshop. Nel BDSM, se non si studia abbastanza, si rischiano molte cose. Tra queste, anche la noia.

Chiedi come gestisce i rischi. Una dominante competente sa prevedere i pericoli, possiede piani di sicurezza e conosce le procedure da seguire in caso di difficoltà. Chiedile, per esempio, cosa farebbe se avessi un attacco di panico durante una sessione. Se risponde in modo vago, retorico o sminuente, magari dicendo «Se sei sub, devi resistere», non è la persona giusta.

Pretendi sempre il tempo necessario. Chi vuole incontrarti immediatamente o dominarti alla prima occasione potrebbe non rispettare i tuoi tempi. La fretta può essere un segnale di immaturità, superficialità o comportamento predatorio.

Parla con persone che la conoscono. Cerca referenze nella comunità. Se nessuna persona dell’ambiente BDSM locale la conosce, approfondisci con attenzione. Se ha una cattiva reputazione, non ignorarla. Le voci non sono automaticamente prove, ma segnalazioni ripetute e coerenti meritano di essere ascoltate e verificate.

Non affidarti esclusivamente alle chat. Molte presunte “dominazioni online” possono nascondere persone aggressive, manipolatrici, false o interessate soltanto a ottenere materiale intimo, denaro o informazioni personali. Le dinamiche a distanza possono essere autentiche, ma richiedono verifiche, gradualità e particolare attenzione alla sicurezza. Prima di consegnarti, cerca almeno di vedere e parlare davvero con la persona, anche attraverso una videochiamata.

Verifica che riconosca la tua autonomia. Una dominante non dovrebbe desiderare un burattino, ma una persona che sceglie consapevolmente di obbedire. Chi cerca soltanto un controllo cieco potrebbe stare fuggendo dalla propria fragilità e usare la dominazione per paura.

Fidati delle tue sensazioni. Se avverti ansia, disagio, tensione o nausea, fermati e ascoltati. Queste sensazioni non dimostrano automaticamente che l’altra persona sia pericolosa, ma sono segnali che meritano attenzione. Una dominante adatta a te dovrebbe farti sentire curiosa, partecipe, rispettata e protetta, non costantemente tesa o sulla difensiva.

Foto © Roberta Polimanti

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